MPF PROFESSIONAL

 MASTERING POWER "Professional" - per professionisti della sicurezza

 Il Mastering Power Fighting Professional è studiato per i corpi di polizia e professionisti della sicurezza istituzionale sia pubblici che privati. Le tecniche marziali che vengono apprese oggi giorno devono sicuramente porre il praticante in una condizione favorevole per affrontare la durissima prova dell’azione difensiva nella vita reale. Tale problematica è ancor più complessa quando il praticante, per professione, deve provvedere alla salvaguardia dell’incolumità del cittadino. Le tecniche attualmente impiegate dalle forze di sicurezza devono soddisfare esigenze apparentemente contrastanti: la protezione dei diritti del cittadino ed il mantenimento della forza pubblica. Solo la qualità del sistema tecnico e il talento degli Istruttori fanno si che la preparazione dei professionisti della sicurezza sia corretta e adeguata ai tanti pericoli e alle tante situazioni di tensione che ogni giorno sono costretti ad affrontare. Un difficile lavoro che non sempre è svolto da personale competente. Infatti, per quanto concerne i corpi privati, spesso non hanno un riconoscimento valido da parte della legislazione di stato e ciò li porta a lavorare con una scarsa preparazione, che è sempre causa di incidenti più o meno gravi. Nello stesso tempo i professionisti della sicurezza delle istituzioni pubbliche, tranne in alcune eccezioni, difficilmente prevedono un addestramento psicotecnico per affrontare le comuni situazioni da strada. Eppure i servizi di Polizia, le Polizie Comunali o le Società private di protezione devono sempre più confrontarsi con la violenza. Oggi i professionisti della sicurezza devono dimostrare qualità preventive e difensive, per far fronte a tutte le operazioni delicate che affrontano per le strade pubbliche o in luoghi chiusi. Devono infatti, essere capaci in ogni momento di dissuadere un’aggressione potenziale, di proteggere la collettività o il materiale sotto la loro responsabilità, o di intervenire per dominare degli individui pericolosi. Sia poliziotti che militari o bodygard, nell’esercizio della loro professione, possono dover far fronte ad ogni tipo di aggressione. L’obiettivo del Mastering Power Fighting è di insegnare loro, in diversi livelli, come difendersi e neutralizzare il loro aggressore; potranno così preservare la loro sicurezza, mentre svolgono il loro lavoro e consegnare il delinquente alle autorità. Il Mastering Power è essenzialmente tattico e strategico e si sviluppa rispettando la legittima difesa e la legislazione prevista per l’arma. Si deve ricordare che quando un professionista della sicurezza arresta un individuo, deve sempre tenere in considerazione la giustizia nell’ambito della legittima difesa. Per neutralizzare un individuo, gli agenti devono essere almeno in due, dato che il professionista della sicurezza quando possibile evita di colpire le zone a rischio (testa, gola, genitali), contrariamente ai delinquenti che non rispettano nessuna regola. In questo caso, si deve ristabilire l’equilibrio delle possibilità con un compagno d’appoggio, per arrivare a neutralizzare l’individuo. Nello stesso tempo però al professionista deve essere garantita la possibilità di rispondere con la dovuta decisione ed efficacia nel caso in cui non sia possibile bloccare un malvivente con metodiche pacifiche e non lesive. Il professionista della sicurezza deve restare sempre nell’ambito della legge, ma è un suo diritto preservare la propria incolumità. Quindi, se nella realtà della strada l’aggressore con coltello agisce con l’intenzione di uccidere, il poliziotto ha il diritto di colpirlo nei punti vitali, e sempre si troverà in una situazione di legittima difesa. Un praticante di Mastering Power Fighting è specializzato, conosce tutti i livelli di pericolosità e violenza e li userà a seconda della situazione colpendo, ad esempio, alla testa, solo in caso di necessità. Durante l’addestramento si cerca di automatizzare alla perfezione tutte le tecniche di attacco e difesa in relazione ai vari punti vitali, imparando a controllare la propria forza e acquisendo una certa capacità di modulazione nell’impiego delle tecniche. Se sentiamo che la persona non è troppo aggressiva eviteremo di colpire i punti Vitali indicati con i colori rosso e nero e sicuramente lo affronteremo colpendo solo i punti ordinari. Questo per evitare una scalata nella spirale di violenza, anche se ciò, sappiamo espone l’agente a un pericolo maggiore. Il primo obiettivo è l’efficacia non solo di una tecnica, ma prima di tutto il modo di decidere del professionista. La potenza di un pugno è sempre secondaria alle capacità relazionali e diplomatiche del professionista, infatti lo scopo principale è quello di evitare il conflitto. Purtroppo, oggi si assiste spesso ad agenti che non sono stati in grado di reagire o al contrario ad agenti che sono incriminati per eccesso di difesa. In alcune colluttazioni da strada dobbiamo considerare attacchi con coltello, con bastone, contro più avversari, il meno convenzionali possibile e colpi reali di ogni tipo. Il professionista della sicurezza ha come obiettivo, non solo il neutralizzare l’aggressore, ma concludere con una perquisizione di sicurezza e con l’ammanettamento; un’operazione molto più delicata rispetto al semplice pugno o calcio. Il Mastering Power Fighting si è arricchito anche con il ritorno dell’esperienza sul campo dei suoi praticanti, sia nella vita ordinaria che tra i professionisti. Ogni corpo militare necessita di un addestramento specifico a seconda del campo in cui opera e le tecniche insegnate in questo sistema conservano il loro aspetto più concreto evitando pratiche laboriose e inutili. Esse devono funzionare nella pratica ed adattarsi alle missioni e negli ambienti in cui si interviene (città, strade, discoteche). Tutte le nostre tecniche sono basate su movimenti basilari. Infatti un uomo, o anche un professionista della sicurezza, che si trova di fronte a un’aggressione, soffre uno stato di stress. Sicuramente perde una parte delle sue capacità; In questo tipo di situazione sono sempre gli automatismi più semplici ad entrare in azione. Se diamo un pugno ad un principiante di uno sport da combattimento questo chiuderà gli occhi ed incurverà la testa. Al contrario, se fingo di dare un pugno ad un pugile, questo schiverà e continuerà a guardarmi negli occhi. È un automatismo acquistato nell’allenamento. Dunque, sviluppiamo un allenamento di piccoli automatismi, che la gente memorizza per proteggersi per la strada, per esempio, un atteggiamento di sicurezza in se stessi: stabilità, protezione dei punti vitali, nozione di distanza di sicurezza, capacità di percepire le intenzioni dell’avversario e cosi via. Tutte queste capacità se necessarie per ogni persona che desidera imparare a difendersi, divengono indispensabili per i membri dei corpi militari. Ecco perché il Mastering Power Fighting prevede dei programmi speciali di addestramento tecnico e psicologico in quanto in questi settori si richiede un più alto grado di preparazione ed abilità. La struttura dei corsi viene stabilita di volta in volta, a seconda della tipologia del corpo militare e del numero di partecipanti; in ogni caso sono previsti anche addestramenti che si sviluppano nel corso di più anni. Tutti sanno che le Forze dell’Ordine in Italia sono chiamate oggi a compiti veramente difficili; spesso si trovano a fronteggiare situazioni sanguinose senza alcuna preparazione tecnica o fisica. Infatti, fatta eccezione per alcuni Corpi Speciali (Antisommossa, NOCS, ecc.), gran parte di loro non ha mai seguito corsi specializzati; addirittura molti non hanno neanche un’adeguata preparazione fisica. Il Mastering Power Fighting può essere una risposta sia per i Corpi Militari, impreparati a fronteggiare scontri sanguinosi, sia per i Corpi specializzati che spesso limitano la loro formazione tecnica e fisica solo ad alcuni sistemi marziali. Il Mastering Power Fighting è un sistema scientifico razionalmente concepito per addestrare in modo completo e definitivo alla Self-defence, senza armi da fuoco. Prevede, ad esempio, anche l’utilizzo di un bastone di piccola dimensione (contemplato in Italia soltanto in alcuni Corpi Antisommossa e dalla Polizia Ferroviaria e degli Aeroporti); si addestra il praticante in modo da non provocare, per quanto possibile, conseguenze gravi inaspettate agli aggressori. A tal scopo, in questo sistema, è indispensabile lo studio dell’anatomia e fisiologia del corpo umano, poiché tale conoscenza aumenta la consapevolezza di ciò che provoca veramente un determinato colpo in uno specifico punto. Nello stesso tempo, l’efficacia e la precisione delle tecniche del Mastering Power Fighting permette al Militare di uscirne illeso. A mio avviso tutti i membri di qualsiasi Corpo Militare dovrebbero essere addestrati costantemente e professionalmente, in tal modo ci sarebbero meno rischi e più sicurezza per il cittadino.