Il Taoismo

 TAOISMO E TAIJI QUAN  

Le origini del Taoismo sono incerte come quelle del Kung-Fu, ma è storicamente provato, anche dalle opere giunte sino ai nostri tempi, l’esistenza di monaci taoisti il cui studio è fondamentale in questa disciplina. Il primo patriarca taoista fu Lao-Tze autore del testo principale: Tao-Te-Ching. Successivamente altri monaci continuarono la sua opera e più precisamente Lieh-Tze, secondo patriarca del taoismo, e Chuang-Tse, terzo patriarca. Bisogna sottolineare che fin dalle origini la tradizione estremo-orientale non ha mai avuto un carattere religioso ma metafisico, quindi non state studiando un’altra religione ma un differente modo di vedere la vita. Qui non si parla di un "Dio" ma del "Grande Principio", dell’Uno, dal quale tutto si genera. Comprendere il fulcro del Taoismo significa anche sapere cosa deve fare un vero artista marziale per crescere e conoscere se stesso. Come prima accennato, la prima caratteristica della concezione estremo – orientale, e quindi anche taoista, è l’ignorare l’esistenza di un sovramondo opposto al mondo. La civiltà occidentale, infatti, tende a vedere l’uomo come un insieme di mente e corpo soggetto alle leggi Divine del Creatore, ma che ha anche la possibilità di conquistare la natura che lo circonda. Il Taoismo è completamente differente. Secondo Lao-Tse il Cosmo, o meglio, il Flusso Interminabile del Cosmo (Chi), nasce da un unico centro che viene denominato "Grande Principio". In pratica le migliaia di forme di vita e le leggi che caratterizzano l’Intero Universo hanno la stessa matrice. È questo un concetto molto importante. Quando noi gettiamo un sasso in un ruscello, dal punto in cui il sasso entra in acqua si dipartono una serie di cerchi concentrici di circonferenza maggiore quanto più ci si allontana dal Centro. Secondo il Taoismo, il Cosmo risponde alla medesima Legge. Il Centro è il Gran Principio della vita e i cerchi concentrici costituiscono tutto ciò che esiste. L’uomo fa parte di questa Creazione; è uno dei tanti risultati dell’attività del Centro, che continuamente crea e distrugge. Tuttavia l’uomo è la forma di vita più intelligente e in Lui risiede l’immagine del Gran Principio, cosicché, conoscendo se stesso, il proprio Spirito può ritornare a vivere nel Centro in completa armonia con l’Universo. Da qui il termine "Tao" che ideograficamente significa "Via", ossia il Sentiero, la Strada per giungere alla conoscenza della propria essenza. L’uomo è quindi, secondo i Taoisti, parte integrante della natura, la sua vita nasce da una fonte che è comune a quella di tutti gli esseri esistenti. Da ciò possiamo dedurre l’assurdità del nostro voler conquistare e sottomettere il Creato alle nostre leggi; MA È IMPOSSIBILE CONTENERE CIÒ CHE CI CONTIENE È come se i pesci volessero distruggere la loro unica casa: il mare; l’unico risultato sarebbe la loro morte. Questo lo dimostra il fatto che nessun uomo o organizzazioni di uomini sono riusciti a prevalere sull’ambiente, nonostante ci stiano provando da migliaia di anni, anzi, nel nostro secolo, l’uomo sta pagando con la vita il suo egoismo (un esempio è l’inquinamento).

È chiaro che il Taoismo riconosce l’esistenza di un ente superiore all’uomo, ma che tuttavia lo comprende e lo scopo di quest’ultimo dovrebbe essere quello di vivere secondo le Sue Leggi; eccovi un saggio tratto dal Tao Te Ching di Lao Tse:          

"Esiste un principio indefinibile e perfetto anteriore a Cielo e Terra.

Calmo e nascosto Solitario e privo di mutamento presente in tutto ciò che si muove oppure inalterabile, (perché non partecipa al movimento), Nutre tutto ciò che Innominabile

Grande è il Principio, Grande è il Cielo Grande è la Terra, Grande è l’uomo regale (Wang)"

Ed ancora: "Per raggiungere lo sviluppo: Creare senza possedere Agire senza appropriarsi Elevarsi senza forzare Parlare poco ed agire secondo Natura Imitare il Gran Principio Abbandonarsi alle Trasformazioni per realizzare In sé il Potere.

Questa è la Via" E così facendo: L’uomo reale Permane nel non – agire Insegna senza parlare Dirigere senza toccare Forma senza appropriarsi Compie senza fare"

"Buon camminatore non lascia mai orme Così: L’Uomo reale sa sempre cosa deve fare Ma la sua esperienza non apparisce

Tutto ciò è sottile è essenziale."  

Per comprendere pienamente tutto questo è opportuno mettere in risalto i concetti di "Vuoto" e di "Non agire". Questi però, ripeto, hanno valore solo se si riconosce un ordine superiore che si realizza nel mondo in modo invisibile e spontaneo, modo in un certo senso magico detto del Taoismo "Non agente". Con questa espressione si vuole dire che non si tratta di un intervento diretto regolatore o moralizzatore nel corso del mondo, come nella teologia teistica della Provvidenza, ma di un’influenza sopraordinata priva di riguardo per i singoli (è "inumana" dice Lao-Tze), che pur lasciando a cose ed a esseri la loro libertà fa si che l’insieme si componga in una totalità che riflette in Grande Uno. Se l’uomo riconosce ciò, deve ammettere che il suo ansioso fare è il suo continuo pensare a nuovi modi per ottenere senza mai accontentarsi (che secondo i taoisti sono dovuti alla frenesia del desiderio), sono inutili se essi non sono espressi dal Grande Principio. Ecco l’importanza del vuoto della propria mente e del corretto non-fare. Non-fare non significa essere passivo ma nel senso di non interferire, con la propria attività inutile e speculativa, al processo di vita del Cosmo. Agire ossia secondo il Tao e non secondo se stessi. In parole ancora più semplici: il tempo scorre sia che l’uomo agisca sia che non lo faccia, la vita va avanti con o senza di lui e quest’ultimo non può fare altro che fondersi con l’ordine che governa il tutto, solo così potrà usufruire della sua potenza. "Fuso", "fondere", è un termine tecnico del Taoismo operativo, sinonimo di "decoagulare" (nello stesso senso di un metallo che passa dallo stato solido allo stato fluido per effetto del fuoco, cioè appunto per fusione); in pratica un corretto processo di evoluzione, che rispetta le leggi sopra descritte, porta l’uomo al superamento dell’irrigidimento della forma, dove tutto l’essere diviene vivo nella corrente del Fluido Vitale Primordiale, denominato "Chi", ristabilendo con esso il contatto. In Cina, i principi del Taoismo vedevano la loro applicazione pratica nel famoso "Taiji Quan", che molti considerano uno stile del Kung-Fu, ma che altri presuppongono sia custode di una tradizione di diecimila anni circa.